Per un acquirente di cosmetici o profumi, il report di gascromatografia–spettrometria di massa è la cosa più vicina a un'impronta digitale di un olio essenziale. È anche uno dei documenti più intimidatori del dossier — una tabella fitta di tempi di ritenzione, percentuali e nomi di composti. Questa guida spiega come leggerlo con criterio, così che il report diventi uno strumento d'acquisto anziché un allegato mai aperto.
Cosa rappresenta il report
La gascromatografia separa una miscela complessa nei suoi singoli composti volatili mentre attraversano a velocità diverse una colonna riscaldata. La spettrometria di massa bombarda poi ogni composto separato e lo identifica dallo schema di frammenti che produce. Il risultato è un elenco: ciascun costituente, il suo tempo di ritenzione e una percentuale d'area che approssima quanto dell'olio esso rappresenta. Per un olio essenziale naturale, questo profilo è la firma chimica della specie e delle sue condizioni di coltivazione.
Parti dall'identità, non dai numeri
Prima di leggere anche una sola percentuale, verifica l'intestazione. Il report dovrebbe indicare il nome botanico latino, il numero di lotto, la colonna cromatografica e la data di analisi. Senza questo contesto una tabella di percentuali è priva di significato, perché lo stesso composto può eluire a tempi di ritenzione diversi su colonne diverse.
I costituenti principali
Leggi prima i componenti principali. La maggior parte degli oli essenziali è dominata da una manciata di composti, che definiscono sia le prestazioni sia il profilo normativo. Nella lavanda ti aspetti linalolo e acetato di linalile; nel tea tree, terpinen-4-olo; nella menta piperita, mentolo e mentone. Conferma che i marcatori principali rientrino nella finestra attesa per la specie e il chemotipo dichiarati.