Per un marchio che vuole formulare una dichiarazione naturale o biologica credibile, la parola "naturale" su un'etichetta vale ben poco di per sé. La certificazione COSMOS esiste proprio perché quella parola non ha alcuna definizione giuridica. Per chi acquista ingredienti, capire come funziona lo standard — e cosa garantisce davvero lo stato di un ingrediente — è la differenza tra una dichiarazione difendibile e un rischio di marketing.
Cosa copre il COSMOS-standard
Il COSMOS-standard è un quadro europeo per i cosmetici naturali e biologici, di proprietà e gestione dell'associazione senza scopo di lucro COSMOS-standard AISBL con sede a Bruxelles. È stato creato da cinque enti fondatori — BDIH, Cosmebio, Ecocert Greenlife, ICEA e la Soil Association — per armonizzare un mosaico di precedenti standard nazionali in un unico insieme di regole. Lo standard disciplina quali ingredienti possono essere usati, come possono essere trasformati, i criteri ambientali e di confezionamento, e come un prodotto guadagna il diritto di esibire il marchio COSMOS.
COSMOS Natural rispetto a COSMOS Organic
Lo standard offre due marchi. COSMOS Natural certifica che un prodotto rispetta le regole su ingredienti e processi ammessi. COSMOS Organic richiede tutto questo e aggiunge soglie minime di contenuto biologico calcolate sulla formula. In pratica ciò significa che un prodotto COSMOS Organic deve contenere una proporzione definita di materiale biologico certificato, con le soglie applicate agli ingredienti agroalimentari biologici e trasformati fisicamente. Acqua e minerali sono gestiti a parte perché, per loro natura, non possono essere certificati biologici — una formula ricca di acqua e pigmenti minerali ha quindi meno margine per raggiungere la soglia biologica, il che orienta la scelta tra i due marchi già nelle prime fasi dello sviluppo. Per un acquirente la distinzione conta sul piano commerciale tanto quanto su quello tecnico: COSMOS Organic esprime una dichiarazione più forte, ma restringe la gamma di ingredienti e impone un approvvigionamento biologico da documentare lotto per lotto.
Come vengono classificati gli ingredienti
Lo standard suddivide ogni materia prima in categorie, e la categoria determina ciò che è ammesso:
| Categoria | Esempi | Stato nello standard |
|---|---|---|
| Acqua | Acqua purificata, aqua | Ammessa; non conteggiata come biologica |
| Minerali | Argille, sali, ossidi | Ammessi; non possono essere biologici |
| Ingredienti agroalimentari trasformati fisicamente | Oli spremuti a freddo, estratti vegetali | Centrali per le soglie biologiche |
| Ingredienti agroalimentari trasformati chimicamente | Tensioattivi derivati, esteri | Ammessi solo tramite processi consentiti |
| Altri | Sostanze sintetiche ammesse definite | Con restrizioni, elencate in modo rigoroso |
I processi fisici consentiti — spremitura, distillazione, filtrazione e simili — sono ampi, mentre la trasformazione chimica è confinata a un elenco definito di reazioni ammesse con reagenti approvati. Tutto ciò che è fuori da quell'elenco non è conforme, per quanto "naturale" possa suonare il marketing.